FACCIA A FACCIA, A FERRARA

Cari amici, proprio oggi il Castello Estense di Ferrara annuncia che in occasione del 374’ anniversario dalla morte del controverso pittore Agostino Tassi, la mostra dal titolo “La collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell'Arca a Gaetano Previati. Tesori d'arte per Ferrara” dal prossimo 10 Marzo si arricchirà di un’opera dell’artista originario di Ponzano Romano, esperto di “quadrature” e stretto collaboratore di Orazio Gentileschi.


Perché questa notizia è così importante oggi, 8 Marzo, Festa della Donna?


La risposta sta nella fama del Tassi, tanto importante dal punto di vista artistico quanto tristemente noto dal punto di vista umano.


La tela dal titolo “Imbarco della regina di Saba” databile al 1620 verrà accostata alla “Cleopatra” dipinta da Artemisia Gentileschi nello stesso periodo, mettendo a confronto ancora una volta la vittima con il suo carnefice.


Parlo di vittima e parlo di carnefice perché Artemisia, incredibile artista costretta dal padre a vivere da semi-reclusa (come spesso avveniva nel ‘600), libera solo di andare a messa (per studiare principalmente le opere di Caravaggio) e trascorrere il suo tempo con la custode-vicina di casa Tuzia, fu vittima di violenza sessuale e psicologica perpetrata dal Tassi che tra il 1611 ed il 1612 lavorava con Orazio alla volta delle Muse del Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma e spesso frequentava l’abitazione del collega.


Pare che atti del genere non fossero così insoliti in quel periodo e la vicenda fu denunciata molto più tardi dal padre di Artemisia perché Tassi non aveva voluto “porre rimedio al fattaccio” sposando la figlia.


Al processo Artemisia venne torturata con alcune cordicelle utilizzate per stringerle le dita, quasi che la colpa della violenza fosse da addebitare a lei, ma grazie ad una testimonianza a suo favore riuscì a riabilitare il suo nome a differenza del carnefice che continuò ad accumulare processi e violenze riavvicinandosi, nel tempo, al padre della vittima!


Artemisia, viaggiando tra Roma, Firenze (prima donna ad essere ammessa alla prestigiosa Accademia del Disegno cittadina) e Londra, diede vita a Napoli ad una delle botteghe più importanti d’Italia, finalmente libera da quei vincoli che, in quanto donna, raramente avrebbe potuto spezzare continuando a vivere sotto la custodia del padre, ma non dimenticò mai la violenza subita da Agostino Tassi come dimostrano opere quali la “Giuditta ed Oloferne” e la stessa, drammatica e carnale “Cleopatra” della Collezione Cavallini Sgarbi.


Proprio oggi, 8 Marzo, in molte hanno risposto all’appello internazionale per lo sciopero globale delle donne scendendo in piazza con Non Una Di Meno, con un corteo da piazza Vittorio a Piazza Madonna Di Loreto nella città che diede i natali alla nostra Artemisia.


Si legge in una nota del movimento che “In tutte le città d’Italia ci saranno azioni, picchetti, piazze tematiche, presidi durante la mattina e cortei pomeridiani. Saranno più di 70 i paesi in cui le donne incroceranno le braccia astenendosi da qualsiasi attività produttiva e riproduttiva, formale o informale, retribuita o gratuita. Lo sciopero femminista coinvolgerà le lavoratrici a tempo indeterminato, le partite Iva, le precarie, le lavoratrici in nero, il lavoro di cura e domestico, le stagiste e le lavoratrici senza contratto, le disoccupate e le studentesse”.


Qui a Ferrara, invece, Artemisia tornerà a guardare negli occhi Agostino circondata dalle tante donne protagoniste della mostra, fiera ed eterna nel suo esempio di libertà.



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